Novità dello Smart Working in Spagna – Inserita la possibilità di lavorare in remoto, dall’estero

Novità dello Smart Working in Spagna – Inserita la possibilità di lavorare in remoto, dall’estero

Con effetto dal 13 ottobre 2020, è stato pubblicato il Reale Decreto-Legge 28/2020 del 22 settembre 2020. Questo decreto stabilisce il quadro normativo del lavoro a distanza in Spagna.

Questo nuovo assetto normativo crea una serie di nuovi obblighi e chiarisce alcuni punti:

  • il lavoro a distanza sarà volontario e reversibile, sia per il lavoratore che per l’azienda;
  • il mancato adeguamento a questa modalità di prestazione del servizio non sarà motivo di licenziamento oggettivo per giusta causa;
  • esiste l’obbligo aziendale di risarcire le spese del dipendente che lavora in remoto;
  • si garantisce il diritto del lavoratore alla disconnessione digitale. Questo è il diritto dei lavoratori a non rispondere a comunicazioni, chiamate, email, messaggi, WhatsApp, ecc. al di fuori dell’orario di lavoro. È riconosciuto il rispetto dei tempi di riposo e ferie, nonché la privacy personale e familiare dei lavoratori;
  • le condizioni di telelavoro devono essere scritte;
  • l’azienda deve fornire al lavoratore i mezzi, gli strumenti e le attrezzature per svolgere le proprie funzioni;
  • è garantito il diritto a orari flessibili;
  • permane l’obbligo di compilare il registro della giornata lavorativa;
  • si considera regolare il lavoro a distanza quando viene svolto per un periodo non inferiore al 30% della giornata lavorativa in un periodo di riferimento di 3 mesi.

È comune confondere il lavoro intelligente o Smart Working, con il telelavoro; c’è una netta differenza.

Facciamo un esempio. Un telelavoratore o tele marketer non ha bisogno di essere in ufficio per svolgere le sue funzioni, ma deve rispettare un programma e il suo tipo di lavoro è individuato dal tempo che trascorre al telefono con il cliente.

Con lo Smart Working, la persona può scegliere se accendere il computer il martedì mattina o la domenica all’alba. L’importante è che raggiunga gli obiettivi che ci si è prefissati e per questo il management mette a sua disposizione tutti gli strumenti necessari.

Il lavoro intelligente, o Smart Working, fa un ulteriore passo avanti e ridefinisce il lavoro a distanza, fornendo maggiore flessibilità, fiducia e autonomia. Rafforza l’idea che essere presenti non è più sinonimo di esserci e sta guadagnando sempre più spazio nell’ambiente aziendale.

Le aziende spagnole possono contrattare personale fuori della sede societaria in modalità di Smart Working?

La risposta è si, anche se il lavoratore lo svolge all’estero. Su questo punto è importante prendere in considerazione i seguenti punti:

  1. Residenza del lavoratore: gli obblighi fiscali saranno diversi a seconda della residenza fiscale del lavoratore e del luogo di dove questo presta il servizio.

Così, se il lavoratore non è residente fiscalmente in Spagna, ma presta il servizio dal territorio spagnolo, la sua busta paga avrà le ritenute pertinenti e dovrà presentare a fine anno la dichiarazione redditi come non residente.

Se invece il servizio si presta esclusivamente fuori dal territorio spagnolo non sarà necessario trattenere le ritenute.

  1. Previdenza Sociale: la previdenza sociale del lavoratore sarà pagata in Spagna. Pertanto, se il lavoratore è fuori sede ma in territorio UE, il datore di lavoro dovrà fare le comunicazioni alla Seguridad Social per garantire l’assistenza sanitaria del lavoratore attraverso il modello A1.

Se il lavoratore è in un paese extra UE il datore di lavoro dovrà garantire la prestazione sanitaria con mezzi propri.

  1. Stipendio: in ogni caso lo stipendio non potrà essere minore allo stipendio minimo previsto dalla legislazione spagnola. Così, se nel paese di residenza del lavoratore lo stipendio minimo è minore o non esiste, in ogni caso il contratto si regolerà secondo la normativa spagnola e pertanto il datore di lavoro dovrà riconoscere i diritti garantiti dalla stessa.

KAREM GOMEZ

Canarie Consulting