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RIC 2020

RIC in scadenza a dicembre: ultima chiamata per i ritardatari

Come ogni anno, a fine dicembre scadono i termini per la materializzazione della RIC (Reserva para Inversiones en Canarias) accantonata nei tre anni fiscali precedenti (4 anni calendario).

Quest’anno è in scadenza la RIC relativa al bilancio di esercizio 2016, in un contesto di confusione generale in cui il Governo – in virtù della crisi economica generata dalla pandemia – ha ottenuto in extremis dal Governo Centrale la proroga di un anno del REF (Régimen Económico Fiscal).

Importante: il termine per materializzazione della RIC 2016 NON è stata prorogata!

Ciò significa che le aziende che alla data di oggi non hanno ancora materializzato la RIC relativa a tale anno devono farlo entro e non oltre il 31 dicembre 2020.

Alcuni articoli di giornale hanno parlato in maniera generica di “proroga della RIC”, ma è opportuno chiarire bene un concetto: la proroga – a tutto il 2021 – riguarda il REF ma NON la scadenza della materializzazione della RIC.

In pratica sarà possibile accumulare RIC anche durante il 2021, ma la scadenza della materializzazione della RIC relativa al 2016 rimane invariata, al 31/12/2020.

In questo contesto Canarie Consulting ha predisposto, in collaborazione con un proprio partner immobiliare, un investimento che permette di materializzare circa 60.000 € di RIC offrendo un rendimento per i prossimi 5 anni del 9% circa annuo.

Invitiamo chi fosse interessato a contattarci, anche per valutare eventualmente altre opportunità che stiamo selezionando per i nostri clienti.

Contattare i nostri uffici per maggiori informazioni.

 

Marco Sparicio – Responsabile investimenti

Come sono tassati i redditi immobiliari dei non residenti, alle Isole Canarie

 

Tassazione non residenti: “Impuesto sobre la Renta de No Residentes” (IRNR) per redditi immobiliari

I redditi immobiliari derivanti dall’affitto dell’immobile vengono assoggettati, dal 2016, all’aliquota del 19%. La base imponibile é data dal totale degli importi ricevuti con le deduzioni previste dalla legge dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Tali redditi si dichiarano attraverso il modelo 210 il quale, a seconda del risultato, deve essere presentato entro i seguenti termini:

–       entro i primi 20 giorni dei mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio se risultano importi da pagare;

–       dal 1 al 20 gennaio per autoliquidazioni con quota zero;

–       dal 1 febbraio ed entro il termine di 4 anni, per autoliquidazioni a credito.

Anche per i redditi immobiliari derivanti da immobili destinati ad uso proprio l’aliquota applicabile è del 19%, ma in questo caso si considera quale reddito la quantità risultante dall’applicazione al valore catastale del coefficiente corrispondente; i coefficienti sono:

–       1,1% per gli immobili il cui valore catastale sia stato rivisto, modificato o entrato in vigore nel periodo d’imposta o nei 10  periodi d’imposta precedenti.

–       2% per il resto degli immobili.

In questo caso la dichiarazione si presenta ugualmente attraverso il modello 210, ma entro il 31 dicembre dell’anno successivo.

Nota importante.

I contribuenti soggetti all’IRNR che riuniscano le seguenti caratteristiche:

–       siano persone fisiche;

–       siano residenti in un altro Stato membro UE o dello Spazio Economico Europeo;

–       che attestino che il reddito ottenuto in Spagna durante l’esercizio é inferiore al 90% del minimo personale e familiare che gli sarebbe spettato secondo le proprie circostanze qualora residenti in Spagna e che i redditi ottenuti fuori dalla Spagna siano ugualmente inferiori al detto minimo;

–       che tali redditi siano stati effettivamente assoggettabili all’IRNR,

possono richiedere l’applicazione di un regime opzionale, la cui finalità è che le imposte da pagare in Spagna si calcolino secondo le norme dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPF) senza però perdere la condizione di contribuenti IRNR.

Se il risultato ottenuto è una imposta inferiore a quella pagata a titolo di IRNR, possono chiedere il rimborso  della parte eccedente.

dottor Renato Spizzichino

Modello 720: dichiarazione dei residenti in Spagna per i beni posseduti all’estero

Con il modello 720 le persone fisiche e giuridiche residenti in Spagna assolvono l’obbligo di informare l’Agenzia Tributaria riguardo la proprietà di beni e diritti posseduti all’estero.

I beni e diritti da dichiarare si dividono in tre distinte categorie, ognuna delle quali è regolata indipendentemente dall’altra e che sono:

–       conti correnti;

–       titoli, partecipazioni, redditi e assicurazioni;

–       beni immobili.

Non si ha l’obbligo di presentare la dichiarazione quando il valore totale dei beni appartenenti a una stessa categoria non supera il valore di 50.000 euro.

La presentazione del modello, per via telematica, si effettua tra il 1 di gennaio e il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’informazione dichiarata; negli anni successivi l’obbligo di dichiarazione scatta solo se il valore complessivo della singola categoria di beni o diritti si incrementa di oltre 20.000 euro.

Sebbene questa dichiarazione abbia solo carattere informativo, non assolvere all’obbligo o farlo in maniera incompleta è considerata una infrazione grave da parte dell’Agenzia Tributaria spagnola.

La sanzione minima per mancata presentazione è di 10.000 euro (più 5.000 per ogni dato che avrebbe dovuto includersi nella dichiarazione e che si è omesso) per ciascuna delle tre categoria di beni.

La sanzione minima per presentazione fuori termine è di 1.500 euro (più 100 euro per ogni bene) per ogni singola categoria. Se l’amministrazione dovesse scoprire l’esistenza dei beni non dichiarati, questi ultimi sarebbero considerati come patrimonio o reddito non dichiarato e immediatamente integrati nell’ultima dichiarazione, con una multa del 150% dell’eventuale imposta risultante.

dottor Renato Spizzichino

Comprare una casa alle Canarie: le tasse

La tassazione conseguente l’acquisto di un immobile alle Canarie: quanto si paga in Spagna e quanto in Italia.

Il principio generale che regola la tassazione dei redditi derivanti da beni immobili è che gli stessi sono imponibili nello Stato nel quale detti beni si trovano (articolo 6 della Convenzione tra l’Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni, del 29/09/1980 n. 663).

Questo principio si applica ai redditi derivanti sia dall’utilizzazione diretta che dalla locazione, dalla vendita o da ogni altra forma di utilizzazione dei beni stessi e vale anche per i redditi derivanti dai beni immobili appartenenti a un’impresa nonché da quelli utilizzati per l’esercizio di una libera professione.

Pertanto se un cittadino italiano acquista un immobile alle Isole Canarie, è obbligato:

– se residente in Spagna, a pagare l’IBI, che si calcola sul valore catastale e la cui percentuale è determinata dal singolo “ayuntamiento” e L’IRPF, qualora dovuta, entrambe in Spagna;

– se residente in Italia, a pagare l’IBI e l’IRPF in Spagna e l’IVIE, che si calcola anch’essa sul valore catastale, in Italia.

L’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) si paga per differenza con quanto pagato in Spagna a titolo di IBI. Al momento dell’acquisto di un immobile alle Isole Canarie si paga un’imposta pari al 6,50% del prezzo dichiarato in atto dal Notaio.

I documenti che è importante controllare prima di un acquisto, sono:

– nota informativa e atto di acquisto dell’immobile che si deve comprare;

– certificato della comunità dei proprietari dal quale risulti che non ci sono debiti;

– certificato di efficienza energetica;

– ultimo IBI pagato.

Dott. Renato Spizzichino

La residenza fiscale alle Isole Canarie

Il tema della residenza fiscale è regolato dalla Convenzione tra l’Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni (Convenzione n. 663 del 29/09/1980).

È considerata fiscalmente residente in uno dei due Paesi ogni persona che, in virtù della legislazione di uno dei due Stati, è assoggettata a imposta in uno di essi a causa del proprio domicilio, della residenza, della sede della propria attività o di ogni altro criterio analogo.

Il solo fatto di percepire un reddito in uno dei due Paesi non è condizione sufficiente per essere fiscalmente residenti nello stesso; è possibile percepire un reddito in Spagna e dover pagare le tasse in Italia o viceversa.

È quindi necessario determinare quale sia il luogo della residenza fiscale.

Innanzitutto si è considerati residenti nello Stato dove si ha un’abitazione permanente, cioè una casa di proprietà o in affitto; questo è il primo elemento da prendere in considerazione.

Qualora si disponesse di una abitazione permanente in entrambi gli Stati, si è considerati residenti laddove è il centro dei propri interessi vitali, ossia dove le relazioni personali ed economiche sono più strette.

Qualora anche il centro degli interessi vitali fosse in entrambi i Paesi, allora si deve considerare dove si soggiorna abitualmente; i “famosi” sei mesi e un giorno.

Se si soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati o comunque non si soggiorna abitualmente in uno di essi, si è considerati residenti, ai fini fiscali, dello Stato del quale si ha la nazionalità.

In caso di doppia nazionalità, la questione viene risolta di comune accordo dalle competenti autorità dei due Paesi.

Infine, nel caso di una persona giuridica (ad esempio una società a responsabilità limitata), la sua residenza fiscale è nello Stato in cui si trova la sede della propria direzione effettiva.

Apertura di un’attività commerciale

Alle Isole Canarie un’attività commerciale può essere gestita o aprendo una posizione fiscale come autonomo oppure attraverso la costituzione di una SL.

Scegliere l’uno o l’altro dipende dal caso concreto: ci sono, però, alcuni aspetti che devono comunque essere presi in considerazione. 

Innanzitutto un autonomo paga le tasse secondo le aliquote previste dalle imposte sul reddito e che sono progressive per scaglioni d’imposta; alle Canarie l’aliquota più bassa, per il 2015, è del 19,50% per i redditi fino a 12.450,00 euro e la più alta è del 46%. 

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tabella riassunta delle aliquote vigenti che potrà aiutare nel calcolo

In una SL, invece, l’aliquota delle imposte è fissa; sopra l’utile fino a 300.000,00 euro si paga, per il 2015, il 25% e sul resto il 28%. Per i primi due anni di utile l’aliquota del 25% è ridotta al 15%. 

Da quanto sopra si deduce che se gli utili sono superiori ai 40.000,00 euro, da un punto di vista esclusivamente fiscale, è più conveniente essere tassati come società. 

Altra differenza importante è nella tenuta della contabilità; obblighi molto più rigidi per una SL e maggiore semplicità per un autonomo. 

Ultimo aspetto da tenere in considerazione è la responsabilità patrimoniale che, mentre in una SL è limitata al capitale sociale e quindi tutti i beni di proprietà dei soci sono al riparo da eventuali creditori, in caso di attività gestita come autonomo è estesa a tutti i beni personali dell’imprenditore. 

La cosa migliore da fare prima di prendere una decisione su come gestire un’attività commerciale, è senz’altro quella di rivolgersi a un professionista esperto che possa assistervi nella scelta migliore e più idonea alle vostre esigenze. 

Renato Spizzichino 

DOTTORE COMMERCIALISTA

consulenza fiscale e investimenti

Aprire una Società alle Canarie

La procedura per costituire una SL (il corrispondente della nostra SRL) alle Canarie, è la seguente:

  1. Acquisizione del certificato relativo alla denominazione sociale, dal quale risulti che la denominazione scelta per la società è disponibile. Tale adempimento può essere realizzato online attraverso il sito web del registro delle imprese centrale (“Registro Mercantil Central”);
  1. Se la costituzione si realizza mediante conferimenti in denaro, il capitale sociale dovrà essere depositato in un conto corrente bancario aperto, provvisoriamente e con questo unico scopo, a nome della società. La banca rilascerà una ricevuta del versamento che dovrà essere consegnata al notaio unitamente al certificato relativo alla denominazione sociale;
  2. Stipula di atto pubblico notarile di costituzione. L’atto dovrà essere stipulato da tutti i soci fondatori, eventualmente anche a mezzo di procuratori, e dovrà contenere i seguenti elementi essenziali:
  1. a) Identità del socio o dei soci fondatori. Qualora alcuno dei soci sia straniero non residente in Spagna, questi dovrà procurarsi previamente il Numero di Identità degli Stranieri (NIE) seguendo le istruzioni disponibili sul sito del Ministero degli Interni;
  2. b) L‘espressione della volontà di costituire una SL;
  3. c) L’indicazione dei conferimenti di ogni socio e del corrispondente numero di partecipazioni sociali;
  4. d) Lo statuto sociale;
  5. e) Il modello di amministrazione, se amministratore unico o consiglio di amministrazione;
  6. f) La menzione dell’identità degli amministratori e dei rappresentanti della società. Nel caso in cui sia designata quale amministratore un’altra società, dovrà essere designata la persona fisica che la rappresenti nell’esercizio di tali funzioni di fronte ai terzi.
  1. Acquisizione del Codice Fiscale (Numero de Identificaciòn Fiscal – NIF) provvisorio assegnato dall’amministrazione fiscale (AEAT). Al riguardo si segnala che dal 3-12-2010, la costituzione di società è esente da imposte.
  1. Iscrizione al Registro delle Imprese (“Registro Mercantil”) della sede legale nel termine di 2 mesi dalla stipula dell’atto e pubblicazione nel Bollettino Ufficiale del Registro delle Imprese (“Boletín Oficial del Registro Mercantil” – BORME).
  1. Comunicazione di inizio attività (“declaraciòn de alta censal”) e richiesta del Codice Fiscale (NIF) definitivo mediante presentazione del modello 036 all‘Amministrazione Fiscale (AEAT).
  2. Comunicazione ai fini dell’applicazione dell’Imposta sulle Attività Economiche (“declaración de alta al Impuesto de Actividades Económicas – IAE”) attraverso la presentazione del modello 840 e, se del caso, del modello 848 all’AEAT.
  1. Vidimazione dei libri contabili e sociali presso il Registro delle Imprese della sede legale della società. I libri contabili obbligatori per una SL sono quello degli inventari e dei conti annuali nonché il libro giornale. Sono invece libri sociali quello dei soci e quello delle deliberazioni. Inoltre, nel caso di società unipersonale andrà tenuto anche il libro dei contratti con il socio unico. La legge sul sostegno all’imprenditorialità (“Ley de Emprendedores”) prevede la vidimazione telematica dei libri che vengano presentati su supporto elettronico presso il competente Registro delle Imprese nel termine di quattro mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.

La società è operativa sin dalla data di costituzione e, se costituita con socio unico, in tutta la corrispondenza e nei rapporti con soggetti terzi dovrà essere indicato che si tratta di una SLU, pena la responsabilità patrimoniale dei soci relativamente alle obbligazioni assunte dalla società.

 

Renato Spizzichino 

DOTTORE COMMERCIALISTA

consulenza fiscale e investimenti

Il NUOVO regime delle SCP

La SCP (Sociedad Civil Particulares), è una semplice forma di associazione tra persone con un progetto imprenditoriale comune. Si formalizza attraverso un contratto privato di collaborazione tra due o più persone dove ognuna apporta beni (soci di capitale) oppure lavoro (soci lavoratori).

Le principali caratteristiche sono:

  • i soci possono essere solo persone fisiche e non meno di due;
  • la responsabilità dei soci è illimitata;
  • non ha organi assembleari;
  • almeno uno dei soci deve essere socio amministratore;
  • non è soggetta all’iscrizione al Registro Mercantile;
  • non ha un capitale sociale minimo;
  • è priva di personalità giuridica.

Mentre fino al 31 dicembre 2015 l’utile era solo imputato ai singoli soci in proporzione alla loro quota di partecipazione e gli stessi erano tenuti a dichiararlo nella propria dichiarazione dei redditi, dal 1 gennaio 2016 è cambiato il regime tributario di questo tipo di società che sono state equiparate, ai fini tributari, alle SL.

Pertanto i primi due anni di utile pagano il 15% e dal terzo anno in poi, il 25%.

I soci, a loro volta, continueranno a dichiarare nella dichiarazione dei redditi la propria quota di utile, proporzionata alla partecipazione nella società però al netto delle imposte pagate dalla società stessa e su quella a pagare le imposte sul reddito delle persone fisiche.

In sostanza, ai soli fini tributari, sono assimilate alle SL però con obbligo di distribuzione degli utili.

Solo l’amministratore sarà obbligato a iscriversi alla Seguridad Social, mentre gli altri soci dovranno farlo solo nel caso che abbiano la qualifica di soci lavoratori, a differenza dal passato quando tutti i soci erano comunque obbligati all’iscrizione.

Rimane la non iscrizione al Registro Mercantile e la completa assenza di organismi deliberativi (assemblea dei soci).

Da ciò ne consegue che qualora tutti i soci non fossero d’accordo nelle decisioni da prendere, la società si troverebbe nell’impossibilità di funzionamento.

Entro il 30 giugno 2016, tutte le SCP hanno l’obbligo di adeguare la propria struttura contabile alle nuove norme.

Il nostro studio è a disposizione di tutti coloro che avessero necessità di ulteriori chiarimenti e/o approfondimenti.

Renato Spizzichino 

DOTTORE COMMERCIALISTA

Come fatturare dalle Isole Canarie

Iniziamo con il dire che alle Isole Canarie non si applica il regime IVA ai sensi della DIRETTIVA 2206/112/CE del 28.11.2006 articolo 6.1.b e pertanto sia le fatture in uscita che quelle in entrata non devono essere assoggettate a IVA.

L’imposta indiretta che sostituisce l’IVA è l’IGIC che però si applica solo all’interno delle Isole Canarie o anche fuori, ma solo in un caso che vedremo più avanti.

Il sistema di fatturazione dalle Isole Canarie varia a seconda di chi sia il soggetto che eroga il servizio o vende il bene e di dove risiede chi lo riceve.

Altra variabile è se chi acquista il bene o il servizio è soggetto d’imposta o consumatore finale.

Il tipo di fatturazione dipende anche se il soggetto che emette la fattura è una società o un autonomo.

Il caso più semplice è quello della fattura emessa da una società a soggetto che risiede o vive, anche occasionalmente, alle Isole Canarie e quindi la vendita del bene o la prestazione del servizio è avvenuta in territorio canario.

In questo caso le fatture devono essere assoggettate all’IGIC indipendentemente dal fatto che colui che la riceve sia o no un soggetto d’imposta. Le fatture non devono essere assoggettate a ritenuta d’acconto.

La stessa cosa vale nel caso in cui il soggetto che emette la fattura sia un autonomo; la sola differenza sta nel fatto che se colui che la riceve è soggetto d’imposta, allora si applica la ritenuta d’acconto.

Quando la fattura viene emessa ad un soggetto estero, indipendentemente dal fatto che chi la emette sia una società o un autonomo, non deve essere assoggettata all’IGIC se non quando colui che la riceve sia un consumatore finale.

Una fattura emessa a soggetto estero non deve mai essere assoggettata a ritenuta d’acconto.

Quando la fattura all’estero è per vendita di beni non si assoggetta mai all’IGIC, indipendentemente dal fatto che il ricevente sia o meno un soggetto d’imposta.

Di seguito una tabella riepilogativa.

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Renato Spizzichino

DOTTORE COMMERCIALISTA

L’articolo è stato riportato anche sulla rivista Leggo Tenerife.

Le tasse e le imposte che devi pagare se compri o vendi una casa alle Isole Canarie

Se sei proprietario di una casa alle Canarie, devi pagare diversi tipi d’imposte e/o tasse; le principali sono:

  • IBI (Impuesto sobre Bienes Inmuebles);
  • Tassa sulla spazzatura (Tasa de Basura);
  • Imposta sull’acquisto (Impuesto de Transmisiones Patrimoniales ITC)
  • Imposta sulla vendita (Plusvalia).

Vediamo come funzionano.

L’IBI è un’imposta la cui gestione è affidata a ciascun comune (ayuntamiento) e si paga per il solo fatto di essere proprietario di una abitazione.

L’importo da pagare dipende dal valore catastale dell’immobile. Ciascun comune decide che aliquota deve essere applicata, ma normalmente oscilla tra 0,4% e 1,1%; anche il periodo durante il quale deve essere pagata è determinato da ciascun “ayuntamiento”.

La Tassa sulla spazzatura si paga una volta all’anno e anche per questa tassa la gestione è affidata ai diversi comuni.

È destinata a finanziare il costo del servizio di raccolta dei residui, alimentari e non e, trattandosi di una tassa, il costo totale per la comunità non può mai superare l’effettivo costo sostenuto per il servizio.

L’imposta sull’acquisto può essere diversa a seconda che si tratti di abitazione di “seconda mano” o se acquistata direttamente dal costruttore.

Nel primo caso si applica un’aliquota che viene decisa dalle singole regioni; nel caso delle Isole Canarie l’aliquota applicabile è del 6,50%. Sono previste delle riduzioni in caso di abitazione principale di una famiglia numerosa, di un contribuente con meno di 35 anni o che abbia una incapacità fisica documentata; in tutti questi casi si applica l’aliquota del 4%.

Se invece si acquista direttamente da un costruttore, ma solo nel resto della Spagna perché alle Canarie non si applica, si paga l’IVA nella misura del 10%.

Sia le aliquote dell’ITC che dell’IVA, si applicano al prezzo di acquisto dichiarato nell’atto di compravendita.

L’imposta sulla vendita si deve pagare quando il prezzo di vendita di una casa è maggiore di quello di acquisto e quindi si realizza una plusvalenza.

Il calcolo è molto complesso e vi consigliamo, nell’eventualità, di rivolgervi a un professionista.

In ogni caso, alle Isole Canarie, per il 2015, si applicano le aliquote indicate nella seguente tabella:

tabella

Il nostro studio, presente sia a Tenerife (Puerto de La Cruz) che a Gran Canaria (Las Palmas e Maspalomas), è a tua disposizione per ogni chiarimento e/o approfondimento.

Renato Spizzichino

Dottore commercialista

Consulenza fiscale e investimenti