Accantonare gli utili nella RIC; un’opportunità per pagare meno tasse.

Si è aperto il periodo per la presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2016 e sia gli autonomi che le società hanno la possibilità di determinare quanta parte del reddito assoggettare a tassazione e quanta reinvestire.

A tal fine è bene conoscere con esattezza cos’è e come funziona la RIC.

La Riserva per Investimenti nelle Canarie (RIC) è stata creata con l’obiettivo di stimolare il ricorso a risorse proprie per gli investimenti.

Ne possono beneficiare:

· le società soggette alle imposte sulle società; 

· le persone fisiche soggette all’imposta sui redditi delle persone fisiche, sia che il reddito provenga da attività di impresa sia che da libera professione, ma che comunque si calcola con il metodo dell’imposizione diretta e non in via forfettaria (a modulo).

La RIC non si applica ai seguenti settori: costruzione navale, fibre sintetiche, industria dell’auto, siderurgica e industria del carbone.

La condizione imprescindibile per beneficiare della RIC è che l’impresa, indipendentemente da dove sia domiciliata, conti almeno uno stabilimento permanente alle Canarie. Per stabilimento permanente, s’intende l’installazione o luogo di lavoro, nel quale in forma continuata o abituale, si realizzi tutta o parte dell’attività.

La RIC permette di ridurre la base imponibile fino al 90% degli utili non distribuiti (BNS -Beneficios No Distribuidos). In sostanza, se gli utili sono reinvestiti alle Canarie, è applicato lo sconto del 90% all’imponibile sul quale calcolare le imposte.

Come funziona la RIC?

Gli importi che si destinino alla RIC devono essere utilizzati in acquisizione di beni nuovi o usati in uno dei seguenti investimenti:

a) investimento iniziale; b) creazione di posti di lavoro; c) acquisizione di elementi patrimoniali che non costituiscano investimento iniziale; d) sottoscrizione di azioni o partecipazioni in società per la costituzione o ampliamento del capitale e del debito pubblico delle Canarie.

Quanto accantonato nella RIC dovrà essere reinvestito nel tempo massimo di 4 anni a partire dalla data di accantonamento.

Il tempo minimo di mantenimento in funzione dei beni dipende dal tipo d’investimento scelto:

· investimenti in immobilizzazioni: 5 anni o la durata utile della vita del bene, se questa è inferiore a 5 anni. A tal fine, si considera il periodo di ammortamento.

· altri investimenti: 5 anni.

Se non si mantengono i criteri di utilizzo della RIC, il soggetto passivo sarà sanzionato.

La sanzione consisterà nell’integrare la base imponibile dell’esercizio nel quale si sia prodotto il mancato compimento dei requisiti e l’importo sarà corretto della quantità non investita.    

(Renato Spizzichino – Dottore Commercialista – consulenza fiscale e investimenti)