Categoria: fiscalità canarie

CORONAVIRUS: moratoria per il pagamento delle rate di debiti ipotecari

 

A causa della crisi sanitaria causata dal coronavirus, il governo spagnolo ha approvato varie misure di sostegno per coloro il cui reddito è interessato dagli eventi negativi.

Tra le altre misure il Regio Decreto-legge 7/2020 del 12 marzo e il Regio Decreto-legge 8/2020 del 17 marzo prevedono una moratoria per il pagamento delle rate dei debiti ipotecari per coloro che si trovano in una situazione di cosiddetta “vulnerabilità economica”

 Di seguito spieghiamo quali elementi prendere in considerazione per usufruire di tale agevolazione.

Il Regio Decreto-legge n. 8/2020 include nella moratoria unicamente i contratti di prestito con garanzia ipotecaria per l’acquisizione della residenza abituale; non sono inclusi altri tipi di contratti di prestito.

Possono accedere a questa moratoria tutte le persone che si trovano in una situazione di vulnerabilità economica. Le ipotesi di vulnerabilità economica, a seguito dell’emergenza sanitaria causata da COVID-19, sono definite come segue:

  1. a) quando il debitore ipotecario perda il lavoro o, nel caso sia un imprenditore o un professionista, subisca una sostanziale perdita di reddito o un calo sostanziale del proprio fatturato;
  2. b) quando il reddito complessivo dei membri del nucleo familiare non abbia superato, nel mese precedente alla richiesta di moratoria, il limite di tre volte l’indicatore mensile di reddito pubblico agli effetti multipli (IPREM); detto reddito non può essere superiore a 1.613,52 euro. Questo limite aumenta in presenza di figli, persone con disabilità o maggiori di 65 anni.
  3. c) quando la rata del mutuo, comprese le spese e gli oneri accessori, sia maggiore o uguale al 35 percento del reddito mensile netto dell’intero nucleo famigliare.
  4. d) quando, a seguito dell’emergenza sanitaria, il tenore di vita familiare ha subito un significativo peggioramento.

La richiesta deve essere indirizzata alla banca da parte del titolare del rapporto di mutuo.

La richiesta deve essere accompagnata dalla documentazione che accredita la situazione di speciale vulnerabilità.

Una volta ricevuta la richiesta, la banca dovrà applicare la moratoria entro un periodo massimo di 15 giorni. La richiesta di moratoria presuppone la sospensione del debito ipotecario e la non applicazione della clausola di scadenza anticipata.

Durante la durata della moratoria, la banca non può richiedere il pagamento degli interessi.

La moratoria può essere richiesta fino a 15 giorni dopo la fine delle misure straordinarie previste dal Regio Decreto-legge n. 8/2020 che, allo stato attuale, terminano il 18 aprile 2020.

Tale durata potrebbe essere prorogata, attraverso l’approvazione di un altro Regio Decreto-legge.

Noi di Canarie Consulting siamo a vostra disposizione per qualsiasi assistenza e/o approfondimento.

 

Gli amministratori di società e la Seguridad Social

 

A seguito della sentenza n. 1669/2019 del 3 dicembre 2019 del Tribunale Supremo, che stabilisce il diritto per gli amministratori di società di fruire del beneficio della cosiddetta “tariffa plana” ossia della possibilità di pagare la Seguridad Social in misura ridotta per i primi due anni, si rende possibile procedere all’apertura di un contenzioso contro la Tesoreria Generale della Seguridad Social per chiedere il rimborso del maggior pagamento effettuato.

In sintesi questa sentenza ha riconosciuto il diritto di una socia amministratrice di una società unipersonale, a beneficiare della quota ridotta nel pagamento della Seguridad Social in quanto, precedentemente, non aveva svolto alcuna attività economica equiparandola, così, a un lavoratore autonomo.

I lavoratori autonomi che sono residenti e che lavorano alle Isole Canarie e che per la prima volta si iscrivono nel RETA (Régimen Especial de Trabajadores por Cuenta Propia o Autónomos) godono di una cosiddetta “tarifa plana” che, attualmente, gli consente di pagare:

  • per i primi 12 mesi, 60 euro;
  • dal 13 al 18 mese 143,05 euro; 
  • dal 19 al 24 mese 200,30 euro;
  • dal 25 al 36 mese, solo per i nuovi autonomi uomini con meno di 30 anni e per i nuovi autonomi donne con meno di 35 anni, 200,30 euro.

Poi la quota da pagare diventa di 286,15 euro.

I cosiddetti “autonomi societari” ossia gli amministratori di società, attualmente pagano 367,84 euro al mese in quanto la base sulla quale viene calcolata la quota è superiore alla minima stabilita, ma nel caso in cui fosse riconosciuto il diritto a usufruire della “tarifa plana”, pagherebbero:

  • per i primi 12 mesi, 73,57 euro;
  • dal 13 al 18 mese 183,92 euro; 
  • dal 19 al 24 mese 257,49 euro;
  • dal 25 al 36 mese, solo per i nuovi autonomi uomini con meno di 30 anni e per i nuovi autonomi donne con meno di 35 anni, 257,49 euro.

Poi la quota da pagare diventa di 367,84 euro.

La Tesoreria della Seguridad Social ha sempre sostenuto e continua a sostenere, che la “tarifa plana” non si applica agli amministratori di società, ma ora questa sentenza, essendo del Tribunale Supremo, ha segnato un punto importante in favore del contribuente.

Noi di CANARIE CONSULTING consigliamo a tutti coloro che pagano la quota intera, di chiedere la restituzione di quanto pagato in più e in caso di risposta negativa da parte della Tesoreria Generale proporre ricorso nelle sedi competenti.

Per tutti coloro che fossero interessati, i nostri professionisti sono a disposizione per offrire la necessaria assistenza e consulenza.

CANARIE CONSULTING

dottor Renato spizzichino

Riacquisto di immobile all’estero con agevolazione prima casa

 

La cosiddetta “agevolazione prima casa” è ora garantita anche nel caso di cessione entro cinque anni di un immobile in Italia e riacquisto, entro un anno, di un immobile all’estero.

L’unica condizione è che l’immobile sia acquistato in un Paese che garantisca un adeguato scambio di informazioni, in modo da poter verificare che effettivamente la casa acquistata sia effettivamente adibita a “dimora abituale”.

Quanto sopra è stato reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n.65 del 20 febbraio 2020.

Nel caso di decadenza dall’agevolazione fruita in sede di acquisto, la norma, in Italia, prevede che in caso di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con tali benefici prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte.

L’ufficio accertatore italiano potrà comunque notificare l’avviso di liquidazione, per avvenuta decadenza dall’agevolazione prima casa, al contribuente che potrà opporsi presentando un ricorso all’Agenzia delle Entrate chiedendo, in autotutela, l’annullamento dell’avviso di liquidazione allegando la adeguata documentazione.

In sostanza il contribuente dovrà dimostrare che:

  • il riacquisto dell’immobile sito all’estero sia stato effettuato entro un anno dalla alienazione di quello acquistato con l’agevolazione prima casa in Italia;
  • che la nuova abitazione sia stata destinata a propria dimora abituale.

L’Agenzia delle Entrate valuterà la sussistenza o meno delle condizioni previste dalla normativa e nell’esaminare detta documentazione potrà, eventualmente, avvalersi degli strumenti di cooperazione amministrativa in vigore con lo stato estero.

Noi di Canarie Consulting siamo a vostra disposizione per maggiori approfondimenti e per la tutela dei vostri diritti anche nei confronti dell’amministrazione tributaria italiana.

CANARIE CONSULTING

dottor Renato Spizzichino

 

SPESE E COSTI DEDUCIBILI PER I LAVORATORI AUTONOMI IN SPAGNA NEL 2020

 

Di seguito una sintesi di quali sono le spese e i costi deducibili per un lavoratore autonomo in Spagna, alla luce degli ultimi aggiornamenti normativi.

 

SPESE E COSTI DEDUCIBILI PER TUTTI GLI AUTONOMI:

  • spese per fiere o eventi collegati con l’attività svolta;
  • abbonamenti a riviste o a siti di informazione se direttamente collegati con l’attività;
  • partecipazione a corsi di formazione;
  • materiali e beni necessari per lo sviluppo dell’attività;
  • acquisto di computer o di altro materiale informatico;
  • acquisto dominio web;
  • fatture di professionisti o sviluppatori per la creazione del sito;
  • costi della pubblicità (annunci Facebook o qualsiasi altro tipo di formato pubblicitario compresi i bigliettini da visita);
  • spese professionali e/o servizi di consulenza;
  • spese di soggiorno e viaggio solo se inerenti all’attività

 

SPESE E COSTI DEDUCIBILI PER GLI AUTONOMI CHE LAVORANO DA CASA:

  • acqua, luce, gas, telefono e internet sono deducibili nella misura del 30% della porzione, in m², destinata all’attività.

 

SPESE DI DIFFICILE GIUSTIFICAZIONE:

  • spese telefoni mobile poiché è difficile giustificare che si utilizza solo per l’attività;
  • abiti o indumenti da lavoro solo se l’acquisto si realizza in un negozio specializzato;
  • spese per auto possono essere detratte al 100% se:
  • l’auto viene utilizzata per test, prove, dimostrazioni o promozione delle vendite
  • l’auto viene utilizzata da agenti commerciali
  • l’auto viene utilizzata per servizi di vigilanza e sicurezza
  • l’attività è adibita al trasporto.

Come sono tassati i redditi immobiliari dei non residenti, alle Isole Canarie

 

Tassazione non residenti: “Impuesto sobre la Renta de No Residentes” (IRNR) per redditi immobiliari

I redditi immobiliari derivanti dall’affitto dell’immobile vengono assoggettati, dal 2016, all’aliquota del 19%. La base imponibile é data dal totale degli importi ricevuti con le deduzioni previste dalla legge dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Tali redditi si dichiarano attraverso il modelo 210 il quale, a seconda del risultato, deve essere presentato entro i seguenti termini:

–       entro i primi 20 giorni dei mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio se risultano importi da pagare;

–       dal 1 al 20 gennaio per autoliquidazioni con quota zero;

–       dal 1 febbraio ed entro il termine di 4 anni, per autoliquidazioni a credito.

Anche per i redditi immobiliari derivanti da immobili destinati ad uso proprio l’aliquota applicabile è del 19%, ma in questo caso si considera quale reddito la quantità risultante dall’applicazione al valore catastale del coefficiente corrispondente; i coefficienti sono:

–       1,1% per gli immobili il cui valore catastale sia stato rivisto, modificato o entrato in vigore nel periodo d’imposta o nei 10  periodi d’imposta precedenti.

–       2% per il resto degli immobili.

In questo caso la dichiarazione si presenta ugualmente attraverso il modello 210, ma entro il 31 dicembre dell’anno successivo.

Nota importante.

I contribuenti soggetti all’IRNR che riuniscano le seguenti caratteristiche:

–       siano persone fisiche;

–       siano residenti in un altro Stato membro UE o dello Spazio Economico Europeo;

–       che attestino che il reddito ottenuto in Spagna durante l’esercizio é inferiore al 90% del minimo personale e familiare che gli sarebbe spettato secondo le proprie circostanze qualora residenti in Spagna e che i redditi ottenuti fuori dalla Spagna siano ugualmente inferiori al detto minimo;

–       che tali redditi siano stati effettivamente assoggettabili all’IRNR,

possono richiedere l’applicazione di un regime opzionale, la cui finalità è che le imposte da pagare in Spagna si calcolino secondo le norme dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPF) senza però perdere la condizione di contribuenti IRNR.

Se il risultato ottenuto è una imposta inferiore a quella pagata a titolo di IRNR, possono chiedere il rimborso  della parte eccedente.

dottor Renato Spizzichino

Modello 720: dichiarazione dei residenti in Spagna per i beni posseduti all’estero

Con il modello 720 le persone fisiche e giuridiche residenti in Spagna assolvono l’obbligo di informare l’Agenzia Tributaria riguardo la proprietà di beni e diritti posseduti all’estero.

I beni e diritti da dichiarare si dividono in tre distinte categorie, ognuna delle quali è regolata indipendentemente dall’altra e che sono:

–       conti correnti;

–       titoli, partecipazioni, redditi e assicurazioni;

–       beni immobili.

Non si ha l’obbligo di presentare la dichiarazione quando il valore totale dei beni appartenenti a una stessa categoria non supera il valore di 50.000 euro.

La presentazione del modello, per via telematica, si effettua tra il 1 di gennaio e il 31 marzo dell’anno successivo a quello a cui si riferisce l’informazione dichiarata; negli anni successivi l’obbligo di dichiarazione scatta solo se il valore complessivo della singola categoria di beni o diritti si incrementa di oltre 20.000 euro.

Sebbene questa dichiarazione abbia solo carattere informativo, non assolvere all’obbligo o farlo in maniera incompleta è considerata una infrazione grave da parte dell’Agenzia Tributaria spagnola.

La sanzione minima per mancata presentazione è di 10.000 euro (più 5.000 per ogni dato che avrebbe dovuto includersi nella dichiarazione e che si è omesso) per ciascuna delle tre categoria di beni.

La sanzione minima per presentazione fuori termine è di 1.500 euro (più 100 euro per ogni bene) per ogni singola categoria. Se l’amministrazione dovesse scoprire l’esistenza dei beni non dichiarati, questi ultimi sarebbero considerati come patrimonio o reddito non dichiarato e immediatamente integrati nell’ultima dichiarazione, con una multa del 150% dell’eventuale imposta risultante.

dottor Renato Spizzichino

Comprare una casa alle Canarie: le tasse

La tassazione conseguente l’acquisto di un immobile alle Canarie: quanto si paga in Spagna e quanto in Italia.

Il principio generale che regola la tassazione dei redditi derivanti da beni immobili è che gli stessi sono imponibili nello Stato nel quale detti beni si trovano (articolo 6 della Convenzione tra l’Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni, del 29/09/1980 n. 663).

Questo principio si applica ai redditi derivanti sia dall’utilizzazione diretta che dalla locazione, dalla vendita o da ogni altra forma di utilizzazione dei beni stessi e vale anche per i redditi derivanti dai beni immobili appartenenti a un’impresa nonché da quelli utilizzati per l’esercizio di una libera professione.

Pertanto se un cittadino italiano acquista un immobile alle Isole Canarie, è obbligato:

– se residente in Spagna, a pagare l’IBI, che si calcola sul valore catastale e la cui percentuale è determinata dal singolo “ayuntamiento” e L’IRPF, qualora dovuta, entrambe in Spagna;

– se residente in Italia, a pagare l’IBI e l’IRPF in Spagna e l’IVIE, che si calcola anch’essa sul valore catastale, in Italia.

L’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) si paga per differenza con quanto pagato in Spagna a titolo di IBI. Al momento dell’acquisto di un immobile alle Isole Canarie si paga un’imposta pari al 6,50% del prezzo dichiarato in atto dal Notaio.

I documenti che è importante controllare prima di un acquisto, sono:

– nota informativa e atto di acquisto dell’immobile che si deve comprare;

– certificato della comunità dei proprietari dal quale risulti che non ci sono debiti;

– certificato di efficienza energetica;

– ultimo IBI pagato.

Dott. Renato Spizzichino

La residenza fiscale alle Isole Canarie

Il tema della residenza fiscale è regolato dalla Convenzione tra l’Italia e la Spagna per evitare le doppie imposizioni (Convenzione n. 663 del 29/09/1980).

È considerata fiscalmente residente in uno dei due Paesi ogni persona che, in virtù della legislazione di uno dei due Stati, è assoggettata a imposta in uno di essi a causa del proprio domicilio, della residenza, della sede della propria attività o di ogni altro criterio analogo.

Il solo fatto di percepire un reddito in uno dei due Paesi non è condizione sufficiente per essere fiscalmente residenti nello stesso; è possibile percepire un reddito in Spagna e dover pagare le tasse in Italia o viceversa.

È quindi necessario determinare quale sia il luogo della residenza fiscale.

Innanzitutto si è considerati residenti nello Stato dove si ha un’abitazione permanente, cioè una casa di proprietà o in affitto; questo è il primo elemento da prendere in considerazione.

Qualora si disponesse di una abitazione permanente in entrambi gli Stati, si è considerati residenti laddove è il centro dei propri interessi vitali, ossia dove le relazioni personali ed economiche sono più strette.

Qualora anche il centro degli interessi vitali fosse in entrambi i Paesi, allora si deve considerare dove si soggiorna abitualmente; i “famosi” sei mesi e un giorno.

Se si soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati o comunque non si soggiorna abitualmente in uno di essi, si è considerati residenti, ai fini fiscali, dello Stato del quale si ha la nazionalità.

In caso di doppia nazionalità, la questione viene risolta di comune accordo dalle competenti autorità dei due Paesi.

Infine, nel caso di una persona giuridica (ad esempio una società a responsabilità limitata), la sua residenza fiscale è nello Stato in cui si trova la sede della propria direzione effettiva.

Apertura di un’attività commerciale

Alle Isole Canarie un’attività commerciale può essere gestita o aprendo una posizione fiscale come autonomo oppure attraverso la costituzione di una SL.

Scegliere l’uno o l’altro dipende dal caso concreto: ci sono, però, alcuni aspetti che devono comunque essere presi in considerazione. 

Innanzitutto un autonomo paga le tasse secondo le aliquote previste dalle imposte sul reddito e che sono progressive per scaglioni d’imposta; alle Canarie l’aliquota più bassa, per il 2015, è del 19,50% per i redditi fino a 12.450,00 euro e la più alta è del 46%. 

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tabella riassunta delle aliquote vigenti che potrà aiutare nel calcolo

In una SL, invece, l’aliquota delle imposte è fissa; sopra l’utile fino a 300.000,00 euro si paga, per il 2015, il 25% e sul resto il 28%. Per i primi due anni di utile l’aliquota del 25% è ridotta al 15%. 

Da quanto sopra si deduce che se gli utili sono superiori ai 40.000,00 euro, da un punto di vista esclusivamente fiscale, è più conveniente essere tassati come società. 

Altra differenza importante è nella tenuta della contabilità; obblighi molto più rigidi per una SL e maggiore semplicità per un autonomo. 

Ultimo aspetto da tenere in considerazione è la responsabilità patrimoniale che, mentre in una SL è limitata al capitale sociale e quindi tutti i beni di proprietà dei soci sono al riparo da eventuali creditori, in caso di attività gestita come autonomo è estesa a tutti i beni personali dell’imprenditore. 

La cosa migliore da fare prima di prendere una decisione su come gestire un’attività commerciale, è senz’altro quella di rivolgersi a un professionista esperto che possa assistervi nella scelta migliore e più idonea alle vostre esigenze. 

Renato Spizzichino 

DOTTORE COMMERCIALISTA

consulenza fiscale e investimenti

Il NUOVO regime delle SCP

La SCP (Sociedad Civil Particulares), è una semplice forma di associazione tra persone con un progetto imprenditoriale comune. Si formalizza attraverso un contratto privato di collaborazione tra due o più persone dove ognuna apporta beni (soci di capitale) oppure lavoro (soci lavoratori).

Le principali caratteristiche sono:

  • i soci possono essere solo persone fisiche e non meno di due;
  • la responsabilità dei soci è illimitata;
  • non ha organi assembleari;
  • almeno uno dei soci deve essere socio amministratore;
  • non è soggetta all’iscrizione al Registro Mercantile;
  • non ha un capitale sociale minimo;
  • è priva di personalità giuridica.

Mentre fino al 31 dicembre 2015 l’utile era solo imputato ai singoli soci in proporzione alla loro quota di partecipazione e gli stessi erano tenuti a dichiararlo nella propria dichiarazione dei redditi, dal 1 gennaio 2016 è cambiato il regime tributario di questo tipo di società che sono state equiparate, ai fini tributari, alle SL.

Pertanto i primi due anni di utile pagano il 15% e dal terzo anno in poi, il 25%.

I soci, a loro volta, continueranno a dichiarare nella dichiarazione dei redditi la propria quota di utile, proporzionata alla partecipazione nella società però al netto delle imposte pagate dalla società stessa e su quella a pagare le imposte sul reddito delle persone fisiche.

In sostanza, ai soli fini tributari, sono assimilate alle SL però con obbligo di distribuzione degli utili.

Solo l’amministratore sarà obbligato a iscriversi alla Seguridad Social, mentre gli altri soci dovranno farlo solo nel caso che abbiano la qualifica di soci lavoratori, a differenza dal passato quando tutti i soci erano comunque obbligati all’iscrizione.

Rimane la non iscrizione al Registro Mercantile e la completa assenza di organismi deliberativi (assemblea dei soci).

Da ciò ne consegue che qualora tutti i soci non fossero d’accordo nelle decisioni da prendere, la società si troverebbe nell’impossibilità di funzionamento.

Entro il 30 giugno 2016, tutte le SCP hanno l’obbligo di adeguare la propria struttura contabile alle nuove norme.

Il nostro studio è a disposizione di tutti coloro che avessero necessità di ulteriori chiarimenti e/o approfondimenti.

Renato Spizzichino 

DOTTORE COMMERCIALISTA